BTF NEWSLETTER September 18th 2009
Welcome to our Newsletter!
Lots of CD news and LP news.
Enjoy!
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Fetus, housed in a outrageous cover (reproducing a foetus) was definitely a prog album, but a very original one, with a minimalist sound mainly based on the use of a VCS3 synth, unusual lyrics, complex arrangements.
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Debut CD for this band from Tuscany. The formula is really unique: winds (sax and trumpet), bass and acoustic guitars, banjo and distraught voices. Their songs are very particular, near to Capossela, sometimes to Tom Waits. A sort of circus with strange sounds and strange stories. Worth listen! Ensemble toscano finalmente al suo debutto discografico, forte delle proprie attitudini circensi ed estrose, con i suoi irriverenti racconti in chiave folkish da banda di strada. Fiati (sax e tromba), basso e chitarre acustiche, banjo e voci stralunate in una sarabanda di canzoni e storie malfamate. Guidati dal poliedrico Giulio Tosi (già travolgente bassista nei Tom Moto), i Chiasso Mozzo danno vita a visioni sghembe stile Capossela (ma ci tengono a sottolineare che prima ci fu un certo Tom Waits). Una sequenza di canzoni concepite come uno spettacolo, popolare e fantasioso coi suoi personaggi improbabili, interpretati dal vivo dal presentatore attore Hengel Tappa, eccentrico adepto del Chiasso Mozzo, addetto alle presenze e insolenze. Un disco che già si presenta con la sua graziosa grafica naif da circo itinerante, a cura dell'illustratrice Daria Paolotti, con le collaborazioni dello scrittore Alessandro Scarpellini e del fotografo Alberto Martini.
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Hostsonaten is one of the many Fabio Zuffanti projects. Fabio is one of the most creative and active Italian musician of the last 15 years, band leader in groups such as Finisterre, Maschera Di Cera, Quadraphonic, laZona, Aries and with a solo career under his name. Zuffanti give life to Hostsonaten in 1996 becoming the leader and only composer with the aid of many musicians friends. Hostsonaten's music is inspired manly by nordic prog rock style with jazzy, folk, ethnic, and classical flavours. After the first two albums in 1996 and 1998 Fabio decided to create a large project in four albums: a 'musical painting' in four movements dedicated to the four seasons. The title of the whole opera is 'Sesasoncycle Suite' and, at this moment, part IV (Springsong, 2002. Reprinted in a new version in 2009) and part III (Winterthrough, 2008), dedicated to spring and winter, has been published. Hostsonaten's albums has reach a great critical and selling success in the whole world. After the historical Italian bands of the '70s Zuffanti is the most important and well-know italian prog artist of the new italian progressive scene. Autumnsymphony continue his trip through the seasons representing the 2nd part of the 'Sesasoncycle Suite'. In that album the melancholic feeling, that will reach his top on the winter chapter, give life to many moments of pure musical poetry. The music seems often like a lost soundtrack of some Andreij Tarkowskij' movie, a very important director and one of the greatest inspiration for Fabio's music and life. The jazzy influences (mainly british jazz, the one of groups such as Nucleus), more evident in this album, are unite with a chamber music mood. The acoustic instruments (violas, violins, cello, trumpet, double bass, etc...) is often supported by a rock rhythm section with great mellotron and moog sounds. The voice, for the first time in the 'Sesasoncycle Suite', fly high and bring the autumnal vortex to the winter spirals, fall deep in the abyss and left the listener alone with his emotions. Hostsonaten è un progetto che il musicista genovese Fabio Zuffanti (uno dei musicisti italiani più creativi e attivi degli ultimi 15 anni, band-leader in svariati gruppi tra i quali Finisterre, Maschera Di Cera, Quadraphonic, laZona, Aries oltre che titolare di un progetto solista a suo nome) porta avanti dal 1996. In tale progetto Zuffanti è deus ex macchina e unico compositore e si circonda di valenti musicisti ospiti che lo aiutano a tessere la tela nella maniera migliore. La musica di Hostsonaten trae ispirazione dalle fulgide pagine del prog sinfonico di stampo nordico a cui si uniscono volta per volta accenni di folk, jazz elettrico, classica e musica etnica. Dopo i due primi cd pubblicati rispettivamente nel 1996 e nel 1998, dal 2001 Fabio decide di costruire attorno alla musica di Hostsonaten un ampio progetto da svilupparsi nell'arco di quattro album. Una sorta di 'affresco musicale' in quattro movimenti concernente le quattro stagioni e pubblicato nel corso degli anni in sequenza contraria, ovvero dall'ultima parte alla prima. Il titolo complessivo dell'opera è 'Sesasoncycle Suite' e al momento sono state pubblicate la IV parte (Springsong, 2002. Ristampato in una nuova versione nel 2009) e la III (Winterthrough, 2008) dedicate a primavera ed inverno. Gli album pubblicati da Hostsonaten hanno raggiunto un grande successo di critica e di pubblico, le vendite sono state considerevoli in tutto il mondo e hanno portato Fabio e il suo progetto ad imporsi come 'best seller' e personaggio più popolare nell'ambito del nuovo progressive italiano, primo dopo i grandi gruppi degli anni 70. Autumnsymphony procede il viaggio a ritroso nelle stagioni rappresentando la II parte dell'opera. In questo album la sensazione di struggente malinconia, che troverà il suo culmine nel capitolo invernale, raggiunge momenti di pura poesia. Attimi in cui la musica sembra sposarsi perfettamente a certe atmosfere sospese care al cinema di Andreij Tarkowskij al punto che questo disco potrebbe rappresentare l'ideale colonna sonora di un'opera del grande registra russo, tanta è l'influenza che questi ha esercitato negli anni nella musica e nel pensiero di Zuffanti. Le istanze jazz (un jazz tipicamente inglese che ha trovato la sua più alta espressione in gruppi come i Nucleus), in questo album più presenti e focalizzate, si fondono con un fare melodico tipico della musica da camera. Gli strumenti acustici (viole, violini, violoncelli, tromba, contrabbasso, etc...) formano un' ensemble che a tratti si fa leggero ma che altrettanto spesso si fonde con le ritmiche rock esplodendo in tutta la sua potenza e puntando verso la grande libertà che questa musica cerca di raggiungere. Formalmente e spiritualmente. La voce infine, presente per la prima volta nell'opera sulle stagioni, vola alta e traghetta il vortice autunnale verso le spire dell'inverno calandovisi dentro in profondità e lasciando l'ascoltatore solo con le sue emozioni. Autumnsymphony è pubblicato dall'etichetta milanese AMS/VM2000 con distribuzione a cura di BTF ed esce il 21 settembre 2009 in lussuosa confezione digipack vinly replica.
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Back in stock! The third studio album by La Maschera di Cera!!! Available in our usual deluxe papersleeve edition, in the Immaginifica CD series, under artistic direction by PFM-drummer Franz Di Cioccio.
www.immaginifica.it
www.mascheradicera.com
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At last for the first time on CD! Digital remastered, digipack edition. Two bonus tracks “Rosso di Sera” and “Sahara”. After several years Le Ormeis a trio again. A good blend of technopop, prog, rock and new age. This CD features the hit single “Marinai”.
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Searching for a land was the third record for New Trolls and also the first double LP featuring hard rock ever released in Italy. Being recorded after the huge success of “Concerto Grosso”, it is entirely sung in English, in order to sell also to foreign record markets. While the first part of the record has a nice orchestral approach (especially the wonderful "St. Peter's Day") and some blues-rock influences, the second part (that was the second vinyl in its original release) was recorded live and is completely different, showing the more hard and savage aspect of New Trolls, resembling their first legendary live appearances. A classic! Papersleeve with Obi and extended liner notes! Il terzo lavoro dei New Trolls è stato il primo album doppio di rock Italiano. Uscito dopo l’immenso successo del Concerto Grosso, è stato interamente cantato in lingua inglese, ai tempi un tentativo di sfondare sul mercato estero. Mentre l’inizio del disco è di approccio strettamente orchestrale (in particolare la bellissima "St. Peter's Day") con delle incursioni blues-rock, risulta completamente diversa la seconda parte del disco (ai tempi il secondo vinile), registrata interamente dal vivo, e che mostra l’aspetto più duro e selvaggio dei New Trolls richiamando evidentemente le loro mitiche e prime fulminanti esibizioni live.
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Finally in papersleeve one of New Trolls classics from 1972. Released after Concerto Grosso and Searching for a Land, UT explores the band’s various souls ranging from hard rock to symphonic prog and lighter sounds, and is considered by many critics as one of their best records. After this release New Trolls spilt: Nico di Palo forms Ibis and Vittorio De Scalzi New Trolls in Atomic System. A great classic! Papersleeve with Obi and extended liner notes! Finalmente in formato papersleeve simil-lp uno dei classicici dei New Trolls datato 1972. Uscito dopo Concerto Grosso e Searching for a Land, UT esplora a fondo le varie anime della formazione ligure spaziando dal hard rock al prog sinfonico a sonorità più leggere, ed è da molti considerato uno dei loro lavori migliori. Dopo questo disco le strade dei New Trolls e in particolare di Nico di Palo e Vittorio De Scalzi si separano, diventando rispettivamente Ibis e New Trolls in Atomic System. Un grande classico da riscoprire nella sua veste grafica originale! Edizione lusso papersleeve con ampio libretto!
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Legendary Osanna is back! With a new line-up but still representing the spirit that was always typical for the original band, but with a new, dynamic, innovative and passionate sound. David Jackson from Van Der Graaf generator joined this project, becoming much more than a guest but a stable element of the band, contributing with a strong added value, and so did guest stars Gianni Leone (Balletto di Bronzo), David Cross (King Crimson), Tim Stevens, Lello Brandi and the other guests, who enriched the project with their talent and creativeness, creating a true and deep-hearted homage to this historical band. Lino Vairetti knew how to gather a real "Prog family" rearranging Osanna's classic tunes keeping the vintage sound of the electric and acoustic guitars, synths as Mellotron and Hammond, and especially the flute and saxophone of David Jackson. The 2LP also includes a stunning version of Theme One by Van Der Graaf Generator! Over 70 minutes of music, gatefold sleeve LP. Tracklist: TEMA/ANIMALE SENZA RESPIRO/MIRROR TRAIN/L'UOMO/A ZINGARA/CE VULESSE CE VULESSE/FUJE 'A CHISTU PAESE/IL CASTELLO DELL'ES/ORO CALDO/MY MIND FLIES/L'AMORE VINCERA' DI NUOVO/EVERYBODY'S GONNA SEE YOU DIE/IN UN VECCHIO CIECO/VADO VERSO UNA META/SOLO UNITI/THEME ONE/THERE WILL BE TIME
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Chrysalis is the welcome back album for Paola Tagliaferro, a singer who bravely turned from easy listening and fusion to pure avantgarde. Chrysalis is still a song based work, but soundscapes, mediterranean perfumes, arabic suggestions as well as indian moods and ragas are here to dramatically seduce the listener. Chrysalis is going to lead you deep into an amazing journey where poetry and music develop real and sound and word sculptures. “Poem To a Blue Painting” written by Max and Paola together with English poet Pete Sinfield (who was the poet of King Crimson and Emerson, Lake & Palmer) is a breathtaking experience. There are some hindi stories like haunting “Princess Sakuntala”, a love story with happy ending and lots of tablas and sitars, “A Mint Tea” is a revised view of the seven veils dance, with erotic lyrics underscored by heavy bass riffing and oud ostinatos. “When Eros Sleeps” is an arcadic view, full of Stephane Mallarmé suggestions and a very special.... medieval ghost track is here. However, the music of Chrysalis is full of late seventies analog electronic flavours, with reminiscences of Tuxedomoon, The Residents of “Not Available”, Nosferatu’s Popol Vuh and, of course, King Crimson’s Islands pathos. Music is played on several instruments by polistrumentalist Max Marchini, simply overlayered by Paola’s dramatic vocal interpretations. Chrysalis segna il ritorno della vocalist Paola Tagliaferro che, abbandonate le facili autostrade del pop melodico e del jazz di fusione, trova una dimensione inedita e nobile in seducenti chansons dove liriche colte ed evocative (una canzone scritta addirittura assieme a Peter Sinfield, autore dei testi dei King Crimson) sposano musiche ora di rerefatto impressionismo, ora dense di suggesioni indoeuropee o mediterranee. Il lavoro attinge sia ad alcune sonorità elettroniche della fine degli anni settanta, in una specie di new wave ancora e sempre new, con rimandi quindi a Cluster & Eno, a Shelleyan Orphan, Tuxedomoon e Residents ma anche ai Tangerine Dream di Zeit e ai Popol Vuh di Nosferatu, ai Pink Floyd di Cirrus Minor, dove chitarre acustiche trasudanti eros e memorie in bianconero fendono droni elettronici in ferite di ammaliante seduzione. Strumenti poco convenzionali come Oud, Sitar, Santoor, Ehru si affiancano a moog analogici, chitarre e bassi elettrici, interamente suonati dal polistrumentista Max Marchini che si è occupato della produzione del suono. Su tutto la voce di Paola che svetta sovente sfaccettandosi in layers emozionali di rara intensità espressiva. Un’opera ove convivono principi antichi interamente svolta attorno al tema del cambiamento e dell’acqua., cantata sia in inglese che in italiano, minuziosamente riportati nel libretto. Dell’opera esiste anche una versione in vinile, sempre conveniente, che contiemne l’intero CD e un brano esclusivo che ha la struttura dell’ haiku musicale, Little by Little, in chiave cinematica. Nella ricca veste grafica presenti i testi, profondi e coinvolgenti, tra cui la straordinaria “Poem To A Blue Painting”, struggente canzone acustica scritta da max e Paola assieme a Sinfield. E non pochi infatti sono i richiami ai King Crimson di Islands. Un album complesso e suggestivo, che entusiasmerà gli ascoltatori dal palato fine
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Chrysalis is the welcome back album for Paola Tagliaferro, a singer who bravely turned from easy listening and fusion to pure avantgarde. Chrysalis is still a song based work, but soundscapes, mediterranean perfumes, arabic suggestions as well as indian moods and ragas are here to dramatically seduce the listener. Chrysalis is going to lead you deep into an amazing journey where poetry and music develop real and sound and word sculptures. “Poem To a Blue Painting” written by Max and Paola together with English poet Pete Sinfield (who was the poet of King Crimson and Emerson, Lake & Palmer) is a breathtaking experience. There are some hindi stories like haunting “Princess Sakuntala”, a love story with happy ending and lots of tablas and sitars, “A Mint Tea” is a revised view of the seven veils dance, with erotic lyrics underscored by heavy bass riffing and oud ostinatos. “When Eros Sleeps” is an arcadic view, full of Stephane Mallarmé suggestions and a very special.... medieval ghost track is here. However, the music of Chrysalis is full of late seventies analog electronic flavours, with reminiscences of Tuxedomoon, The Residents of “Not Available”, Nosferatu’s Popol Vuh and, of course, King Crimson’s Islands pathos. Music is played on several instruments by polistrumentalist Max Marchini, simply overlayered by Paola’s dramatic vocal interpretations. Chrysalis segna il ritorno della vocalist Paola Tagliaferro che, abbandonate le facili autostrade del pop melodico e del jazz di fusione, trova una dimensione inedita e nobile in seducenti chansons dove liriche colte ed evocative (una canzone scritta addirittura assieme a Peter Sinfield, autore dei testi dei King Crimson) sposano musiche ora di rerefatto impressionismo, ora dense di suggesioni indoeuropee o mediterranee. Il lavoro attinge sia ad alcune sonorità elettroniche della fine degli anni settanta, in una specie di new wave ancora e sempre new, con rimandi quindi a Cluster & Eno, a Shelleyan Orphan, Tuxedomoon e Residents ma anche ai Tangerine Dream di Zeit e ai Popol Vuh di Nosferatu, ai Pink Floyd di Cirrus Minor, dove chitarre acustiche trasudanti eros e memorie in bianconero fendono droni elettronici in ferite di ammaliante seduzione. Strumenti poco convenzionali come Oud, Sitar, Santoor, Ehru si affiancano a moog analogici, chitarre e bassi elettrici, interamente suonati dal polistrumentista Max Marchini che si è occupato della produzione del suono. Su tutto la voce di Paola che svetta sovente sfaccettandosi in layers emozionali di rara intensità espressiva. Un’opera ove convivono principi antichi interamente svolta attorno al tema del cambiamento e dell’acqua., cantata sia in inglese che in italiano, minuziosamente riportati nel libretto. Dell’opera esiste anche una versione in vinile, sempre conveniente, che contiemne l’intero CD e un brano esclusivo che ha la struttura dell’ haiku musicale, Little by Little, in chiave cinematica. Nella ricca veste grafica presenti i testi, profondi e coinvolgenti, tra cui la straordinaria “Poem To A Blue Painting”, struggente canzone acustica scritta da max e Paola assieme a Sinfield. E non pochi infatti sono i richiami ai King Crimson di Islands. Un album complesso e suggestivo, che entusiasmerà gli ascoltatori dal palato fine
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New effort for Salvo Lazzara, on vacation from Germinale and after his solo cd “per questi ed altri naufragi” (still available as AMSCD119). The formula of “naufragi”, a melting pot of new acoustic music, acoustic jazz and folk prog, here is maintained with a new impulse and more dynamic intentions. Salvo Lazzara, moving from Mediterranean tradition, is trying to explore music from “all the south of the world”, in a mix of styles, using guitars with open tunings, tapping techniques, rhythmic modules typical of Irish and African tradition, but remaining in a modern path. This aesthetics is shown also in the graphic concept, born from images of a modern but apparently “lost in time” Sicily. Salvo plays guitars, basses and double electric bass, loops and samples. This time he is supported by two big names of Italian prog like Davide Guidoni (Gallant Farm, The Far Side, Taproban and others) on drums and percussions; and Alessandro Toniolo (Germinale) on flute. A cd for relaxed but serious listeners, with a sense of deep lightness, somewhere inbetween Mauro Pagani and Hostsonaten. A must have! Secondo cd per Salvo Lazzara, ex chitarrista dei Germinale, dopo l’esordio solista di “per questi ed altri naufragi “ (ancora disponibile su AMSCD119). La formula del primo cd, all’incrocio fra new acoustic music, jazz acustico e folk progressivo, viene ripresa con uno slancio maggiore verso gli aspetti di ricerca etno – world ed una maggiore dinamicità percussiva. Salvo Lazzara, partendo dalla propria tradizione mediterranea, prova ad esplorare le musiche che arrivano dai vari “sud” del mondo, per una contaminazione che porta all’utilizzo di chitarre con accordature aperte, moduli espressivi tipici della musica folk irlandese e africana,ma con l’intenzione di rimanere in un territorio musicale moderno. Un’intenzione che traspare anche dal raffinato lavoro sulla grafica, compiuto a partire dalle immagini di una Sicilia di oggi, ma che appare arcaica e sospesa nel tempo. Nel cd Salvo suona le chitarre, il basso e il contrabbasso elettrico e si occupa della programmazione di samples e loops; ma è anche supportato da due grandi nomi del prog Italiano: alle batterie e percussioni Davide Guidoni (Gallant Farm, The far Side, Taproban ed altri), e al flauto compare Alessandro Toniolo, dei Germinale. Un cd da ascolto rilassato ma attento, di profonda leggerezza, una via di mezzo tra Mauro Pagani e Hostsonaten. Da avere!
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With Pink Floyd and No-Man psychedelic influences Raven Sad second CD stands as an intimistic effort. Samuele B. Santanna is the leader and together with the help of the sax of Gilberto Giusto manages to recreate a fantastic psychedelic atmospheres. Glimpse of ambient and electronic music but dipped into a dark-progressive folk atmosphere. Other influences: Tangerine dream,Ozric tentacles and Porcupine Tree. Lizard records è lieta di annunciare il secondo disco del progetto RAVEN SAD, uno space-trip psichedelico ulteriormente intimistico e ricco di suggestioni pinkfloydiane. Samuele Santanna sempre alla cabina di regia, fra un fluttuare etereo di chitarre, tastiere, mellotron, e il sax del rinomato ospite Gilberto "Gito" Giusto. "La presunzione e l'inesistente onnipotenza di noi umani in relazione al cosmo. Persi come polvere nell'universo, tra le nostre stupide ed illusorie innovazioni, arriveremo mai a capire che non siamo soli e che qualcuno forse ci sta guardando dall'alto? Questo in musica è "We are not alone", il secondo disco di Raven Sad, un trip di rock cosmico in pieno stile Tangerine Dream, Pink Floyd, Ozric Tentacles e primi Porcupine Tree".
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Cliché, 1789 e Pinocchio Bazaar sono musica per tre diversi spettacoli teatrali. Il primo è nato dalla collaborazione col trombettista Guido Mazzon e col batterista Tony Rusconi. Esso è però figlio anche dell'uscita dal gruppo del batterista Toto Zanuso. Si tratta di brani interamente strumentali che rappresentano, ancora una volta, il coraggio e la voglia di sperimentare degli Stormy Six che, invece di accontentarsi di ripetere il “cliché” del loro capolavoro “Un biglietto del tram” decidono per una scelta diversa (forse anche spinti dagli imminenti cambi di formazione). Le canzoni, come si può ben immaginare, hanno un intento fortemente descrittivo e la scelta della loro pubblicazione, indipendente dallo spettacolo teatrale, è stata, forse, decisa proprio per via del fatto che esse possono vivere anche di luce propria. 1789 è un brano (una tarantella in 7/4) composto da Franco Fabbri per l'omonimo spettacolo di Ariane Mnouchkine, per la regia di Gabriele Salvatores, Cooperativa Teatro dell'Elfo. Fu registrato (e pubblicato come 45 giri) nell'aprile 1976 assieme alla traccia “Carmine” , che di lì a poco sarebbe stata rielaborata leggermente per finire sul “L'Apprendista”. Questi due brani, per cui vale il medesimo discorso dei precedenti, sono cronologicamente anteriori a quelli del “Tito Andronico” e rappresentano, di fatto, l'ultima incisione di Toto Zanuso con la band. Tra le curiosità si segnala la presenza, su “Carmine”, di Ludovico Einaudi in qualità di ospite. Le tracce di “Pinocchio Bazaar,” spettacolo sempre per la regia di Gabriele Salvatores, Cooperativa Teatro dell'Elfo, sono state registrate direttamente in stereo al Teatro Arsenale di Milano nell'autunno del 1976, grazie al tecnico del suono Giorgio Albani, da sempre vero membro aggiunto degli Stormy Six. I brani sono le registrazioni originali utilizzate dalla compagnia durante le rappresentazioni del musical, che all'epoca ebbe anche un successo davvero straordinario. Alcuni brani (“Pinocchio Bazaar Overture”, “Pinocchio Bazaar Parade” e “Macchina maccheronica”) erano strumentali già all'origine. Gli altri, invece, erano vere e proprie canzoni, ma qui si possono udire solo le basi strumentali, poiché non sono rimaste registrazioni di buona qualità delle interpretazioni canore degli attori. Edizione lusso papersleeve che riproduce fedelmente il disco originale con ampio libretto!
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"Al Volo", despite its most straightforward musical content - compared to the other Stormy Six's releases - was the product of a very troubled process. This is the step with which the band definitively become a pop/rock ensemble, in their own way of course. First they could not afford having a solo-flautist: due to their intense live activity, it was really hard to find someone musically skilled enough and who could follow the band everywhere they were going to play. Leddi and Fabbri then decided to take care of every solo parts. Drummer Salvatore Garau decided to leave too, for the same reason, but was convinced to stay because no one could effectively replace him. Tommaso Leddi decided to work only on keyboards and synthesizers. Bass player Pino Martini, on the other hand, started being more active in the songwriting phase. We're in 1982, and the band's aim was to write just plain rock songs. Nevertheless, "Al Volo" is another masterpiece inside Stormy Six's discography, which just suffers from the complexity of their previous effort, without losing in originality. Fiori's lyrics are mocking as ever. Amongs the album songs, we point out on "Reparto novità", which describes an imaginary trip through a shopping centre, getting rid of consumerism, something Italy was starting to live right back in those days. "Al Volo" was not well received in Italy (while the opposite happened abroad) and this led Stormy Six's adventure to an end. The band completely disappeared from the scenes for ten long years. "Al Volo" represents a sort of artistic will, and even if Stormy Six are still active nowadays, it actually is their last studio album to date. This fact adds value to its music quality, since not many other left with an LP as good as this one. Deluxe papersleeve! “Al volo” è un disco dalla genesi piuttosto complicata e, paradossalmente, tutto ciò ha prodotto il disco, tutto sommato, musicalmente più semplice, in cui gli gli Stormy Six diventano una pop/rock band, sebbene di un pop particolare, con il loro marchio inciso a fuoco. Anzitutto la band ha dovuto fare a meno del fiatista solista: a causa dell'intensa attività concertistica, risultava difficile trovare un musicista che fosse, contemporaneamente, abbastanza bravo e abbastanza libero da impegni per star dietro alla band. Così Leddi e Fabbri decisero che si sarebbero presi loro carico di tutte le eventuali parti solistiche. Anche il batterista Salvatore Garau, però, a un certo punto, decise di abbandonare. Fu però convinto a fare marcia indietro, vista l'impossibilità di trovare un rimpiazzo all'altezza, con la promessa di diminuire gli spostamenti, soprattutto all'estero. Un'altra novità riguarda Tommaso Leddi che, invece del solito numero spropositato di strumenti, si occupa esclusivamente di tastiere e sintetizzatori. Inoltre da registrare è il sempre maggior peso, in fase compositiva, assunto dal bassista Pino Martini. La decisione, dunque, visti anche i tempi (siamo nel 1982) è quella di comporre e registrare pezzi esclusivamente rock, vere e proprie canzoni. “Al volo” è dunque l'ennesimo capolavoro della band, che suona più facile e accessibile solo in rapporto alla complessità del precedente disco ma che, in realtà, distilla originalità e creatività da ogni solco. I testi di Fiori poi si fanno più beffardi che mai. Fra i brani da segnalare l'immensa “Reparto novità” che, parlando di shopping alla Standa (e personalizzando quest'ultima) mette in ridicolo, in maniera però un po' inquietante, le spinte consumistiche che nell'Italia di allora stavano prendendo sempre più piede. Purtroppo il disco fu accolto freddamente in Italia (anche se molto bene all'estero) e questo, unitamente alla stanchezza e alle tensioni di cui sopra, contribuì a mettere la parola fine all'avventura degli Stormy Six e del gruppo non si risentirà più parlare per una decina d'anni. “Al volo” rappresenta dunque una sorta di testamento artistico (è ancora oggi l'ultimo disco in studio degli Stormy Six, benché il gruppo si sia riformato, ma solo per suonare dal vivo). Ciò, oltre alla validità intrinseca della musica, ne accresce notevolmente il valore, dal momento che non sono molte le band che si sono congedate con un disco di questo livello. Edizione lusso papersleeve che riproduce fedelmente il disco originale con ampio libretto!